RASSEGNA STAMPA FIGURINE




FIGURINE

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“Il Web ironizza su amori e lucchetti.

A Ponte Milvio con il Mago Forest”

Corriere della Sera - Roma - di Peppe Aquaro - 10/10/2012

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“Amore, web e lucchetti nel video di Donadio”

Corriere della Sera - Brescia - 25/09/2012 di Alberto Belgesto

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“Con il video di Chips voglio raccontare gli amori di Facebook”

Giornale di Brescia, 20/09/2012, di Alessandro Carboni

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“Enrico Farnedi e Beppe Donadio protagonisti di Verso l’Altro”

Bresciaoggi, 15/09/2012 - di C.Andrizzi

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“Figurine” - Recensione libro di Gianni Zuretti

http://www.mescalina.it/libri/recensioni/beppe-donadio/figurine


Figurine è una parola che letta oggi attiva nei nostri ricordi profumi di bucato, di aria fresca,  di quell’odore tipico delle vecchie cartolibrerie posizionate strategicamente  davanti alle scuole, è un termine che declina un oggetto riferito ad un tempo che pare appartenere al mesozoico, tanto è lontano rispetto “all’essere ragazzino” nell’oggi; almeno due generazioni (in particolare i nati nei ’50 e ’60) si sono formate con le figurine della Panini o meglio hanno giocato, sognato, trepidato, pianto di rabbia od emozione passando e ripassando tra le mani quei pezzi di cartoncino colorati raffiguranti gli idoli della propria adolescenza, a loro è dedicato questo piccolo e delicato “come eravamo” letterario.

L’agile ma ponderoso libretto (90 pagine) di Beppe Donadio, cantautore bresciano che si distingue per la poetica capacità di raccontare in musica o in letteratura quel tempo che fu, usa come mezzo il mondo adolescenziale, legato agli album della mitica collezione Panini, per descrivere un universo ben più profondo che è quello dei ragazzini diventati adulti nella finestra temporale tra i due mondiali di calcio del ’78 in Argentina e del ’82 in Spagna, racconta piccole storie di gioventù vissuta che hanno fatto da spartiacque tra l’età dell’innocenza e quella riva che è diventata il mondo giovanile odierno, in cui pronunciare innocenza fa un po’ sorridere.

Beppe scrive bene, possiede una capacità di scrittura evocativa che attraverso agili pennellate sa cogliere con efficacia l’essenza di quei tempi e quei ragazzi. Ecco pertanto  materializzarsi dalle pagine di Figurine personaggi che tutti coloro che sono stati adolescenti in quei decenni potranno riconoscere come attori e co-protagonisti delle proprie storie, per scoprire di averli ancora vividi nella memoria, serviva solo che qualcuno li illuminasse una volta ancora.

L’oratorio, che era l’alternativa alla strada oppure al cortile di casa,  è stato luogo di formazione psico-muscolare, palestra di vita che pullulava di tutto il campionario degli stereotipi di quell’era: il grandone prepotente e mitizzato, sempre oltre sopra righe in ogni situazione, la pletora di suoi lacchè che formavano il branco, la banda del quartiere, pronti alla “caccia” spietata al debole e sottomesso di turno, le infinite partite di calcio contro gli odiati avversari che terminavano spesso in rissa, il tornare a casa pesti e sanguinanti  ma convinti di aver scritto un pezzo epico di storia e sullo sfondo oltre le bustine tanto agognate (ben 200 costituirono il grande regalo della zia Sara), i mondiali di calcio, Bettega, Bertini, Martellini ed il tennis, lo sport praticato e prediletto dall’io narrante, il ragazzo firmato Adidas, con i suoi miti, Lendl, Borg, Wimbledon.

Un piccolo e tenero esercizio di memoria, capace di ricordarci un pezzo di vita sepolta sotto il peso del tempo che è trascorso. Figurine è anche un disco.




“Canzoni e ricordi” - di Carlo Bianchi

BresciaMusica - dicembre 2011

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“Ma fu una catastrofe buona, ecco perché ho voluto cantarla”

Bresciaoggi, 16/01/2012 - Claudio Andrizzi

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Beppe Donadio - “Figurine”

Recensione di “Emozioni” - gennaio 2012

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“Beppe Donadio tra Figurine e Merendine”

Bresciaoggi, 02/01/2012 - Claudio Andrizzi

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“Il Caso Donadio” - di Carlo Bianchi

http://www.criticaminore.it/pages/articoli.aspx?item_id=226

Critica Minore, 20/12/2011



“Donadio & Concato. Una serata coi fiocchi”

Giornale di Brescia, 26/11/2011 - Maurizio Matteotti

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“Concato - Donadio. Un match per far vincere la musica”

Bresciaoggi, 26/11/2011 - Claudio Andrizzi

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“Tra le tracce” - di Ugo Buizza

www.lauracastelletti.it

“Figurine” - Beppe Donadio

link: http://www.lauracastelletti.it/?p=35511


Confesso che mi risulta difficoltoso scrivere di un album italiano e confesso anche che sono pochi gli artisti nostrani che ascolto con passione. Il mio background è legato a musiche americane e inglesi. A Eroi che hanno scritto la storia della musica degli ultimi 100 anni. Le melodie italiane non le sento mie. Sono spesso derivative o melense. Sono un esterofilo! Non per scelta, ma penso solo come conseguenza della mia educazione musicale. Ed ecco che, proprio nella città in cui vivo, scopro un vero Talento. Un musicista dotato di quella originalità che contraddistingue i veri artisti! Una gran bella persona e un vero Artista in grado di dipingere quadretti semplici, diretti, poetici, componendo musiche frutto di passione, di gusto per i giusti colori e che, soprattutto, sfuggono ad etichette. Il terzo album, solitamente, per un’artista, rappresenta la prova di maturità, la conferma della capacità di crescere, di evolvere. Tutto ciò è pienamente rappresentato dal recente Figurine. Beppe Donadio, con la consueta eleganza regala non il solito prodotto ben confezionato, ammiccante e ruffiano, ma la continuazione del suo diario personale, che dipinge tematiche personali, ma comuni a molti. Ricordi, ironia, impegno, amore e guerra. Tanti argomenti affrontati con stile e raffinatezza. Brani che ad ogni ascolto crescono e convincono. L’album si compone di 11 brani: 11 giocatori per una squadra davvero vincente. Una squadra compatta senza riempitivi o “scartini”.


Si parte con “Festa”, sulla stupidità di un certo quotidiano, la festa della mediocrità e del bla, bla, bla. Un incedere pianistico, quasi alla Leon Russell, un ottima partenza per una partita senza attimi di vuoto. Il secondo pezzo è la title track “Figurine”, Nando Martellini ci riporta al 1982, al mondiale di Spagna. Sono fotografie di ricordi che alimentano la passione. La vocalità di Beppe mi rimanda, forse per la sua bella erre arrotata, a Nino Buonocore (do you remember?) e il testo ci avvolge con la poetica delle piccole cose, come la coperta di Linus, ci protegge, noi rivolti al passato per poter guardare avanti con positività. Fermare il tempo con immagini gloriose, come i ricordi springsteeniani di “Glorious Day”. Terzo brano “Il primo uomo sulla neve”, duetto con Fabio Concato per un’altra immagine del passato. Un’immagine in bianco enero. Il calore della solidarietà per giorni straordinari, l’abbraccio della neve che cambia il senso delle cose, i rumori e i giochi senza età. Musicalmente è un brano che “ti entra” al primo ascolto. Una melodia che diventa subito classica .


Si prosegue con uno dei pezzi piu’ personali: “La Stanza dei bottoni”, i ricordi stavolta arrivano dalla famiglia, dai genitori .“L’amore regalato è l’amore normale…”. In “Caro Diario” c’è spazio per l’ironia, l’orecchiabilità delle musiche ben si sposa con il testo di rara intelligenza. Un cameo della bravissima Franceska arricchisce il tutto. Penso ai testi ironici di Randy Newman e alla capacità che Beppe possiede, di criticare senza urlare, con classe e intelligenza dipinge il patetico quadretto di certa televisione.

In “London Victoria” con la voce della sempre brava Betty Vittori, si parla di Inghilterra, di Wimbledon e della British Invasion. La musica inglese e il calcio che negli anni sessanta facevano scuola e che, per noi italiani, rappresentavano miti .

Cambia tutto con la drammaticità di “Soldato F.”, le guerre dimenticate, in questo caso la missione nei Balcani e i morti senza nome. La stupidità di tutte le guerre. E’ la figurina più intensa dell’album, un brano pianistico raccontato con grande pathos .

Siamo alla numero 10: “La Fine Del Mondo” la paura del tempo che passa e dell’importanza del vivere ogni istante senza alcun rimpianto. L’importante è partecipare non vincere. Lo Yeah finale è molto british…

“Chips”. La voce del Mago Forrest introduce liriche sui piccoli drammi di chi affronta le tecnologie senza particolari cognizioni , che parla degli incontri tramite i vari social network che imperversano. Incontri che se si materializzano spesso spaventano. Si affronta la realtà virtuale ma si ha paura della vera realtà. Un modo diverso di “incontrare”. Le citazioni degli 883 accentuano l’ironia del testo. E’ la figurina che meno apprezzo, ma siamo sempre su ottimi livelli.

Alla fine del match arriva “Piano Piano”, musiche francesi fanno da tappeto ad un testo che merita più ascolti per essere pienamente apprezzato. Un bellissimo quadretto che ci porta all’ultima pagina, un bozzetto che è la parziale riproposizione di “Figurine” con il piano che mena le danze e un malinconico finale “Girotondo” che ci saluta meravigliosamente. Beppe è un piccolo tesoro da far conoscere, diffondere. L’album è davvero bellissimo, ve ne parlo in ritardo e mi scuso anche con l’Autore, ma ho preferito sfogliarlo con amore. Fissare le immagini prima di commentarle. Non è il solito prodotto, la confezione è preziosa (anche la copertina lo è, Mordillo è geniale) e tutti i Musicisti coinvolti sono veri Titolari. Lui gioca in Serie A ed è pronto per Tornei Internazionali… Un abbraccio a Beppe e alle sue… Merendine !!



“Fabio Concato e Beppe Donadio insieme in scena”

Bresciaoggi, 24/11/2011 - Claudio Andrizzi

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“Il fronte comune Donadio - Concato”

Giornale di Brescia, 24/11/2011 - Maurizio Matteotti

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“Concato: duetto con Beppe in un pezzo che sembra mio”

Corriere della Sera - sez. Brescia, 24/11/2011 - Alberto Belgesto

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  1. -La Voce del Popolo - articolo di Richi Barone

24/11/2011


La parabola (vincente) di Beppe Donadio ricorda quella di molti film che ci giungono da oltre oceano, film che sicuramente lo stesso Donadio ha amato e continua ad amare. Una vicenda carica di un sano desiderio di riscatto per essere, a modo suo, protagonista. Non che il cantautore bresciano non avesse una sua precisa collocazione in questo mondo, anzi. Godeva di un impiego sicuro e da molti desiderato, non aveva problemi particolari e aveva la possibilità di coltivare la sua passione e il suo talento per la musica e le arti ad essa collegate. Aveva però qualcosa che gli rodeva dentro, qualcosa che lo rendeva simile – mi scusi sig.Beppe il paragone – a quel Mr. Incredibile protagonista del film che noi papà molte volte abbiamo visto con i nostri piccoli. E così, il Mr Incredibile della canzone bresciana, ha iniziato a farsi conoscere nel 2006 con l'ottimo esordio di "Merendine", titolo emblematico del personaggio, ironico e provocatorio come pochi. A distanza di un paio d’anni esce il sequel di “Merendine”, “Houdini', altro titolo "magico", che conferma la classe del cantante-autore-pianista bresciano. Album ancora una volta ricco di suoni, citazioni, partecipazioni “Houdini” conclude la vicenda dai contorni autobiografici di Beppe D., narrata in questi due dischi che, oltre a far conoscere Beppe a livello nazionale e internazionale (in Svizzera è uno dei cantautori più stimati), lo convincono a lasciare il posto sicuro per il più oscillante ma anche più stimolante impiego da cantautore (ma anche produttore, grafico, organizzatore, scrittore). Un salto decisamente azzardato ma che oggi ci rende tutti più contenti, a dimostrazione dell'importanza sociale del cantautore e del peso delle canzoni di qualità. Si, perché quelle di Beppe Donadio sono canzoni di qualità, che raccontano di storie umane, di stati d'animo, di mutamenti sociali, sempre messe a fuoco da quel filo di poesia che salva il mondo. Il percorso musicale di Donadio si è arricchito quest'anno di un ulteriore tassello, "Figurine", cd ma anche libro edito da Zona edizioni, che ci rimanda agli anni a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta (dal 1978 al 1982 esattamente, quello dell’indimenticabile trionfo azzurro in Spagna) quando le "figurine" (celo, manca, celo, manca) erano per i ragazzini dell'epoca molto di più che semplici immagini di calciatori. Beppe Donadio ri-presenta "Figurine" al pubblico bresciano, dopo lo splendido concerto di Giugno nel Chiostro di San Giovanni, Giovedì 24 Novembre nello storico CTM di Rezzato (inizio ore 21) intitolando la serata "Il primo uomo sulla neve", splendida canzone inserita in "Figurine" e cantata in coppia con il grande Fabio Concato, ospite d’onore e co-protagonista della serata. Due set separati, Beppe Donadio con i brani dei suoi cd e Concato con una carrellata dei suoi pezzi migliori, per poi riunirsi e cantare “Il primo uomo sulla neve”, deliziosa ballad (di cui verrà presentato il videoclip prima del concerto) che riporta alla memoria la straordinaria nevicata che si abbatté, tra il disagio degli adulti e le scene di giubilo dei ragazzi , sulla nostra città. Una canzone che ribadisce la stoffa di Beppe Donadio, capace, come solo i grandi sanno fare, di inserire ricordi personali anche intimi in canzoni dallo slancio assolutamente collettivo.


- articolo cartaceo -





Beppe Donadio – Figurine (Merendine Musica) - di Salvatore Esposito

www.blogfolk.com

http://www.blogfoolk.com/2011/11/storie-di-cantautori-beppe-donadio.html


“Le canzoni sono come delle conchiglie che ognuno poi ci sente il mare che preferisce”, così canta Beppe Donadio in Piano Piano, dolce ballata contenuta nel suo nuovo album, Figurine che segue a tre anni di distanza l'apprezzato Houdini, e questo brano rappresenta un po' la chiave di lettura di tutto il disco, infatti le canzoni del cantautore bresciano sembrano parlare ad ogni ascoltatore singolarmente, consentendogli di trovare in esse un significato personale. Inciso con un eccellente cast di musicisti tra cui spiccano Simone Boffa (chitarre), Stefano Zeni (violino, viola), Daniela Savoldi (violoncello), Elio Rivagli (batteria) e Franco Testa (basso), il disco presenta undici brani di impostazione cantautorale la cui produzione è indirizzata sia verso sonorità radiofriendly con interazioni continue tra istanze pop e rock sia atta a valorizzare il contenuto dei testi sempre profondi e mai scontati. Si spazia così da brani trascinanti come l'iniziale Festa a momenti più riflessivi ed intimistici come nel caso de Il Primo Uomo Sulla Neve in duetto con un redivivo Fabio Concato, o le altrettanto belle La Fine del Mondo e Girotondo (figurine doppie), fino a toccare brani dalla portata sociale come la struggente Soldato F. in cui Donadio racconta la triste vicenda di un militare italiano affetto dalla Sindrome dei Balcani. Non manca qualche brano brillante come la sarcastica Caro Diario (sul primo canale) e della esilarante Chips canzone che con la complicità del Mago Forest narra di un amore nato su internet e finito a causa di un computer rotto. Figurine è, dunque, un disco di ottima fattura che cala la canzone d'autore nella scena mainstream italiana con risultati tutt'altro che deludenti ma che anzi lasciano intravedere un futuro pieno di successo e soddisfazioni per il cantautore bresciano. 


“Donadio canta con Concato la Grande Nevicata del 1985”

Bresciaoggi, 23/10/2011 - Claudio Andrizzi

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“Donadio e Concato, un teatro per due”

Giornale di Brescia, 13/10/2011 - Maurizio Matteotti

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“Beppe Donadio al Teatro Dimitri - Cronaca di Fabio Antonelli”

http://www.bravonline.it/beppe-donadio-al-teatro-dimitri-cronaca-di-fabio-antonelli/


Lo so, son sempre molto pigro quando devo mettermi in auto a macinare chilometri per raggiungere un concerto e spesso, devo ammetterlo, finisco per rinunciarvi, anche quando dal luogo dell’evento mi divide una distanza di poco più di quaranta chilometri, come quella che c’è ad esempio tra la mia Como e Milano.

Figuratevi quindi giovedì sera quando alla fine mi sono convinto ad affrontare comunque il viaggio verso Verscio, il luogo in cui si è tenuto il concerto di presentazione di Figurine il nuovo splendido album del cantautore bresciano Beppe Donadio, quasi novanta chilometri di strada in territorio elvetico, verso una meta a me del tutto sconosciuta.

Quando sono arrivato, mi sono trovato in un tipico paesino di montagna del ticinese, tutto perfettamente curato e non mi capacitavo del fatto che un luogo così in miniatura potesse ospitare un teatro invece, parcheggiata l’auto e infilatomi in un viottolo pedonale, mi sono trovato davanti al Teatro Dimitri, una realtà culturale che non è solo teatro ma è anche una scuola di teatro, un museo, un luogo davvero unico.

Qualcosa, quando ho deciso di mettermi in strada, mi diceva che avrei assistito a un evento spettacolare e così è stato; complice forse la magica atmosfera, penso che il concerto di Beppe Donadio me lo ricorderò a lungo per i suoi tanti momenti divertenti, quelli più commoventi e toccanti, in un caleidoscopio di sensazioni difficili da spiegare a parole e che, citando Battisti, “chiamale se vuoi, emozioni”.


Introdotto dalla voce di Nando Martellini durante la telecronaca dei momenti conclusivi della finale Italia - Germania del 1982, alle 20.45 (con precisione svizzera) ha fatto il suo ingresso sul palco Beppe Donadio e la sua band, cominciando proprio con Figurine il brano che dà il titolo al suo ultimo lavoro, un tuffo a capofitto nel “libro dei ricordi” a cercare “tutte le piccole cose che ci hanno fatto cambiare, crescere e andare”.

Sono seguiti due brani del precedente lavoro Houdini, prima Tempo al tempo e poi il brano che ha dato il titolo all’album, ispirato all’illusionista reso famoso dai suoi numeri spettacolari ma, soprattutto, dal celebre film con Tony Curtis. Proprio come nel film il protagonista della canzone muore eseguendo il numero dell’immersione incatenato, non tanto però per un incidente, ma per scelta, perché stanco di una vita fatta di amare illusioni. E’ uno dei primi passaggi emozionanti della serata.

Ne segue subito un altro, perché si torna al nuovo album con Soldato F., dedicato a uno dei trentadue soldati tornati dalla missione di “pace” nei Balcani e morto poi a causa dell’uranio impoverito.

Occorre una tregua alle emozioni forti, niente di meglio allora che un buon blues con Via Milano Blues, nata dalla considerazione racconta Beppe, che ogni città ha una sua via Milano, tranne forse proprio Milano.

Poi Beppe racconta della sua invidia nei confronti di Samuele Bersani, giacché il cantautore romagnolo ebbe la possibilità di condividere un suo bel brano, “Binario 3”, con Fabio Concato. Beppe aveva anch’egli un brano scritto un po’ di anni fa’ sulla grandiosa nevicata del 1985 che avrebbe tanto voluto cantare con Fabio, un giorno s’è fatto coraggio e gli ha telefonato pensando di sentirsi dire “Ne devi così fare di strada”, così non è stato e Il primo uomo sulla neve è diventata realtà incastonandosi in “Figurine”. Anche senza la presenza di Fabio Concato, in questo concerto Beppe ne ha fornita una stupefacente esecuzione.

Non c’è tempo però, per ricomporre i cuori, che Beppe mostra il suo versante più ironico, raccontando della sua avversione verso manifestazioni come Miss Italia e un certo modo di fare televisione, il suo gioire dinanzi all’eliminazione di una concorrente, è Caro diario (sul primo canale).

Senza dare tregua presenta un altro brano divertente Chips introdotto, proprio come nel disco dal contributo spassosissimo di Michele Foresta (il Mago Forest) qui presente solo virtualmente, il brano narra di un amore telematico interrottosi per colpa di un “difettoso hard disk”.


E’ il preludio, semiserio, a un trittico d’amore, il primo quello un po’ narcisistico e rivolto più a se stesso di Naso di plastica, poi quello filiale verso i propri genitori di La stanza dei bottoni forse la canzone più bella del suo ultimo lavoro e infine, quello verso la persona amata di Piano piano, sicuramente quello più difficile da costruire e soprattutto mantenere.

Penso davvero che Beppe abbia un rapporto di amore e odio nei confronti della televisione, mezzo di comunicazione che ritorna spesso nelle sue canzoni, così come nella successiva Santi e navigatori, dove prevale forse soprattutto il lato negativo.

Proprio per stemperare il tutto è perfetto l’incastro di L’uomo dello spazio, brano energico quanto divertente.

La band abbandona il palco e il solo Beppe al pianoforte a coda esegue Le ultime parole famose, nata da alcune considerazioni con l’amico di sempre Sergio Mancinelli. Grande atmosfera.

Il rientro in pista di tutto l’organico è segnato dal brano Fab four blues, una vera e propria dichiarazione d'amore per l'opera omnia dei Beatles, si tratta di un blues nostalgico e realista in cui Beppe si chiede "che cosa si può fare di più?" dopo ciò che hanno fatto i Beatles e funge da valvola di sfogo per i bravissimi musicisti che hanno accompagnato Beppe: l’energico quanto inarrestabile Pietro Pizzi alla batteria, il metronomo pulsante Antonio Petruzzelli al basso, le chitarre sinuose di Simone Boffa, i colori pastello di Giancarlo Zucchi alle tastiere e infine, a disegnar preziosi ricami, il violino di Stefano Zeni. Non è tutto però perché giovedì sera sul palco c’era anche una vocalist di lusso, Veronica Sbergia.

Lo spettacolo volge al termine ma c’è ancora tempo per alcune chicche, come la coinvolgente e intensa Maestrale, che vede protagonista l’amore di due giovani con una barriera di mezzo, il muro di Berlino.

Dopo questa bella prova di gruppo, ancora un momento di pura intimità, esce tutta la band e Beppe comincia a raccontare che sempre, in una raccolta di figurine, si finisce per avere delle doppie che non trovano posto nell’album, così è stato anche per alcuni suoi ricordi che sono confluiti in Girotondo (figurine doppie), brano ancora una volta eseguito con grande tenerezza al solo pianoforte.

Il finale è però in crescendo perché il concerto si chiude con Festa il brano che apre il nuovo album, un tripudio di energia e ironia, un brano che sembra un inno alla gioia, un po’ lo specchio della nostra Italia, ma in cui appunto alla fine c’è ben poco da festeggiare “Festa, che splendida festa  / Festa, ti faccio la festa / Festa, chi paga la festa”.


E’ stato proprio un concerto emozionante, tanto che alla fine il pubblico si è riversato nella bella corte che precede il teatro, alla ricerca del disco e trovando un’altra sorpresa, il primo libro di Beppe Donadio intitolato ancora una volta Figurine, uno sguardo pieno di delicatezza e ironia rivolto alla sua infanzia. Io me lo sono già divorato e devo dire che la sua infanzia è un po’ anche la mia infanzia, ci divide solo un anno.

In una pagina del libro Beppe scrive del suo idolo Roberto Bettega “planavo sul letto con il suo stesso tuffo, quello di Italia - Finlandia, quando Bobby Gol aveva preso il volo per incontrare la palla a mezz’aria, come in uno slow motion di Matrix, ripetuto per ben tre volte, ma mai bello quanto la prima … Il calcio di oggi non è diverso da quello di ieri. Il problema è che siamo cresciuti. Purtroppo – o per fortuna – pensiamo. Il problema è anche sappiamo un sacco di cose che prima non sapevamo, e non sempre sapere è conveniente, soprattutto quando si parla di sogni”.

Beh, mi ha fatto ricordare un Como- Juventus del 15.02.81, un match che metteva il mio cuore in pieno conflitto d’interessi perché in campo si contendevano la vittoria la squadra della mia città e la mia squadra del cuore. Ricordo ancora, come fosse stato ieri, che fu proprio Bobby gol ad aprire le marcature con una fantastica girata di testa su calcio d’angolo ed erano mesi che non riusciva a segnare. Si sbloccò proprio contro il mio Como, dentro me c’era una lotta partigiana tra le due fedi calcistiche, gioia e dolore allo stesso tempo ma … erano altri tempi, non c’era stata ancora calcio poli, ma soprattutto ora sono diventato grande e tutto non ha più il sapore di un tempo.



Ma questa è un’altra storia …


19/09/2011

“FIGURINE” - Recensione Mia Pavia

di Furio Sollazzi

http://www.miapavia.it/articolo.cfm?Id=10075


Ne sono sempre stato convinto e lo ribadisco con forza: Beppe Donadio è uno dei più interessanti nuovi cantautori italiani. Una sorta di Billy Joel nostrano che dà ugual peso alla musica quanto al testo: uno story-teller che ha trovato il giusto mix tra poesia ed ironia.

Quelli che, all’epoca, mi avevano dato retta, avevano potuto goderne il concerto in Broletto nell’ultima edizione di Fare Festival.

 

Con il terzo album (Merendine, del 2006, e Houdini, del 2008, formavano una coppia di concept-album che narravano la storia di Beppe D. - alter ego dell’autore - alle prese con sogni di gloria, managers e case discografiche), Figurine (copertina Illustrata dai disegni di Guillermo Mordillo), Donadio si mostra più “cantautore” del solito, cercando una omogeneità che nei precedenti dischi era un po’ più sacrificata sull’altare dell’urgenza della comunicazione, del divertimento e della voglia di “suonare”.

 

Il nuovo lavoro comprende 11 canzoni, tra le quali spicca Il Primo Uomo sulla Neve, piccolo affresco della Grande Nevicata del 1985 cantato in duetto con Fabio Concato; nell’ironica Chips, brano sull’incomunicabilità da tecnologia, c’è l’intervento del Mago Forest (Michele Foresta). Figurine (title-track del disco) si apre con la telecronaca della finale del mondiale in Spagna del 1982 dall’indimenticabile voce di Nando Martellini; partecipa al disco anche Betty Vittori, alla cui avventura londinese e dedicata London Victoria.

 

E’ un disco più intimo e personale che, come i precedenti, sta già incontrando un grande successo all’estero, persino in Svizzera, la cui rete televisiva nazionale dedica programmi al “nostro” Beppe.

Ma perché noi in Italia dobbiamo sempre essere gli ultimi ad accorgerci dei nostri talenti (vedi Paolo Conte, Gianmaria Testa, Roberto Sironi e adesso anche Beppe Donadio)????


 


14/09/2011

“FIGURINE. IL PIANO-MAN SI FA SCRITTORE”

Bresciaoggi - Claudio Andrizzi


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14/09/2011

“BEPPE DONADIO - IL MIO ALBUM DI RICORDI E SOGNI”

Giornale di Brescia - Andrea Croxatto


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08/09/2011

“Le cose da dire di Donadio - Un terzo disco che sa di ritorno”

Luca Berti - la Regione Ticino


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08/09/2011

“Le Figurine di Beppe Donadio sbarcano a Locarno”

Bresciaoggi


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01/09/2011

Recensione Music Map - www.musicmap.it

http://www.musicmap.it/recdischi/ordinaperr.asp?id=2416

Un disco, per chi crede nella grande potenza della musica, è un mezzo privilegiato per fare pensare l'ascoltatore. Non solo svagare, non solo divertire, ma anche e soprattutto pensare: un po' come un bel film o un eccellente libro. Sono, ahimè, non molti i dischi odierni che fanno davvero pensare: l'avvento degli italici eroi dei reality musicali ha purtroppo riportato in auge testi stile "cuore-amore" e poco altro.

Per fortuna che la musica d'autore, in barba a siffatte atrocità, esiste eccome: e fortuna che continui a proporci modi e metodi per non lasciare appassire il nostro cervello. In quest'arte, lo abbiamo già detto e sostenuto più volte, l'estro ed il talento di Beppe Donadio sono autentici fulmini a ciel sereno. I suoi dischi precedenti ("Merendine" e "Houdini") hanno raggiunto livelli quasi inarrivabili per i suoi (spesso illustri) colleghi, e questa nuova prova ("Figurine") non solo insiste ma, non appagata, decide di andare ancora oltre. E' davvero unica la propensione di Donadio di unire una raffinatissima musica d'autore, un pop spesso jazzato e creato al limite della perfezione come ben pochi altri sono in grado di fare (in Italia ma non solo), a testi eccezionalmente curati e veri, mai banali, con figure spesso indimenticabili e passaggi linguistici e poetici di altissima fattura, nei quali l'Artista (maiuscolo per nulla casuale) ci porta per mano dove vuole ma soprattutto dove noi per primi vogliamo andare. Perché “le canzoni sono come delle conchiglie che ognuno poi ci sente il mare che preferisce”, come canta Donadio nella dolce “Piano piano”. E, come si diceva in apertura, il cantautore bresciano ci regala anche il grande privilegio di poter pensare, attraverso storie mai banali e spesso dure, come quella del militare scomparso Francesco Finessi, una delle vittime della non ancora chiarita “sindrome dei Balcani” (uranio impoverito o vaccino in dosi errate?), narrata in maniera splendidamente emozionale in "Soldato F.", a parere dello scrivente la perla assoluta del lotto di 11 canzoni. Di ognuna delle quali ci sarebbe da parlare per ore, dalla dolce "Il primo uomo sulla neve" (duetto con Fabio Concato) alla spassosa "Chips" (con un irresistibile Mago Forest), dalla magnifica title track "Figurine" alla perfetta ed illuminante "La stanza dei bottoni", nella quale il semplice ed inestinguibile affetto dei suoi genitori diviene il modello dell'amore vero: “fortuna che mio padre ha rispettato mia madre in cambio del suo sole... non esiste un senso, un fine naturale: l’amore regalato è l’amore normale”.

Null'altro da dire: Donadio ci costringe ad uscire dai consueti limiti di certa presunta musica d'autore, mostrandoci la via, la vera strada maestra, con la sua musica curata al limite della perfezione (come scrittura e come arrangiamenti) unita a testi magnifici. Formula semplice ma, evidentemente, molto difficile da realizzare. Chi, come Donadio e pochi altri, riesce in quest'impresa, è da tenere tra le cose più care, come porto sicuro in tempi di bonaccia.

(Andrea Rossi)



11/08/2011

Recensione “Bielle”

www.bielle.org

http://www.bielle.org/2011/Recensioni/Rece_DonadioFigurine.htm



“Donadio e le Figurine all’ombra del Baobab”

Bresciaoggi, 09/08/2011

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02/08/2011 - Recensione “Figurine” - L’Isola che non c’era

di Fabio Antonelli

Link: http://fabioantonelli.splinder.com/archive/2011-08

Link: www.lisolachenoncera.it/rivista/recensioni/figurine/

File: Beppe Donadio - Figurine - L'Isola della Musica Italiana


Di Figurine, dico che è proprio un gran bell’album! Giochi di parole da Settimana Enigmistica a parte, se cominciamo dalle conclusioni è perché ormai viviamo quotidianamente in un mondo in cui si ha sempre fretta e non si trova più il tempo di andare oltre un titolo, oltre le prime due righe di un testo, oltre le apparenze. In tale contesto è difficile riuscire a cogliere tutta l’umanità e la sensibilità che sta dietro ad un disco prezioso sin dalla copertina, realizzata da Mordillo, e dal libretto che lo accompagna. Ha forse ragione Beppe Donadio quando in Piano piano,una dolcissima canzone in cui tenta un primo bilancio della propria esistenza dice che «le canzoni sono come delle conchiglie che ognuno poi ci sente il mare che preferisce».

Non potendo ovviamente farvi ascoltare il disco, cercheremo allora di trasmettervi cos’abbiamo provato nell’ascoltarlo, a cominciare dalla tenerissima Il primo uomo sulla neve, cantata da Beppe in duo con Fabio Concato, un’incantevole fotografia della grande nevicata del 1985 e della sua grande nostalgia, come s’intuisce dalle ultime amare parole «e bianche sono le cose, anche se non sono bianche / e cambiano le cose: adesso sono grande». Il passato è più che mai presente anche in Figurine, che si apre con l’indimenticabile telecronaca della finale del mondiale in Spagna del 1982, conducendoci poi tra le pagine dei ricordi personali di Beppe «piccole cose, tutte le piccole cose che ci hanno fatto cambiare, crescere e andare»

Sergio Mancinelli, nella contro copertina del disco, scrive che le Figurine di Beppe «raccontano un mondo ancora pulito dentro e fuori» ed è vero: basta ascoltare La stanza dei bottoni, in cui racconta in maniera esemplare il rapporto di amore, fiducia e reciproca stima vissuto dai suoi genitori. Alla sfera dell’intimità appartengono anche La fine del mondo e la conclusiva Il girotondo (figurine doppie), la prima è un canto d’amore pop, solo apparentemente legato alla quotidianità, mentre la seconda è una delicata canzone legata ai ricordi, ed è suonata al pianoforte, in punta di dita, dallo stesso Beppe - e, bisogna ammetterlo, lascia un velo di commozione.

C’è poi il versante più “sociale”, quello in cui lo sguardo di Beppe si rivolge al mondo circostante in cui mi sembra davvero non ritrovarsi. Paradossalmente il ritmo di questi brani si fa divertito, quasi beffardo: ed eccolo allora in Festa cantare queste sarcastiche parole: «ci governano gli amici trasparenti, che ci parlano e ci mostrano i denti / loro sanno cosa è bene o male / sanno tutto sull’evoluzione / l’evoluzione non è più di moda, la scienza è un lusso e poi non le prove / siamo nati dalla plastilina, nati dai vasi come in “Ghost”». Mentre in Caro diario (sul primo canale) il mondo televisivo italiano dominato ormai solo dal denaro e dagli interessi, lo porta a cantare «oggi rimpiango la censura, i lanci di verdura e ogni varietà di ortaggi (… mortaggi …)». Come non citare poi gli altri tre episodi contenuti nel disco (i brani sono undici, proprio come i giocatori di una squadra di calcio): c’è London Victoria, deliziosa canzone dedicata all'incredibile avventura musicale di Betty Vittori; c’è una toccante Soldato F. dedicata al soldato Francesco Finessi, una delle vittime della “sindrome dei Balcani”; e infine Chips, gustosissima canzone che narra di un amore nato online e interrottosi improvvisamente a causa del guasto di un difettoso hard disk: davvero esilarante qui la presenza del Mago Forest nella veste di un utente che, in balia di vari problemi informatici, interpella più volte un call center.

Avremo reso a dovere i meriti artistici di questo bel disco? In caso non siate del tutto convinti della bontà dell’opera, consigliarvi di ascoltarvi personalmente queste “conchiglie” – scusate, canzoni: siamo sicuri che qualche perla riuscirete a scovarla anche voi.


Fabio Antonelli




“Bei suoni per le Figurine di Donadio”

Recensione concerto di Andrea Croxatto

Giornale di Brescia, 18/06/2011


“Una collezione di Figurine per Beppe Donadio”

Bresciaoggi, 14/06/2011


“L’album dei ricordi di Beppe Donadio”

di Claudio Andrizzi

Bresciaoggi, 14/06/2011


“Donadio - Come ritrovarsi tra Concato e il Mago Forest”

Recensione di Maurizio Matteotti

Giornale di Brescia, 11/06/2011


“Donadio sfoglia Figurine con il Mago Forest e Concato”

Bresciaoggi, 04/06/2011


“Da Houdini al Mago Forest””

Giornale di Brescia, 02/06/2011

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“Donadio - Figurine. Un album ma anche il libro d’esordio”

M.Matteotti - Giornale di Brescia 20/04/11

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“Duetto su cd. Fabio Concato con Donadio”

Giornale di Brescia, venerdì 1 aprile 2011

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